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Sergio Mattarella ci proverà ancora una volta. Lunedì prossimo 7 maggio, in un’unica giornata, svolgerà infatti nuove consultazioni con tutti i partiti per tentare di trovare una maggioranza di governo. Lo ha annunciato oggi con una nota che non nasconde sconcerto e forse anche qualche critica velata allo scarso senso di responsabilità delle forze paralmantari “A distanza di due mesi – si fa sapere infatti dal Quirinale – le posizioni di partenza dei partiti sono rimaste immutate. Non e’ emersa alcuna prospettiva di maggioranza di governo. Nei giorni scorsi e’ tramontata anche la possibilita’ di un’intesa tra il Movimento 5 Stelle e il Pd. Il presidente Mattarella svolgera’ nuove consultazioni, in un’unica giornata, quella di lunedi’ per verificare se i partiti abbiano altre prospettive di maggioranze di governo”

La democrazia non é un sistema perfetto, ma rimane il migliore dei sistemi di governo. Tutte le volte in cui si vota una riforma elettorale, si assiste al piagnisteo di quelle formazioni politiche che, dalla approvazione della legge elettorale, ne riceveranno un danno. Da qui le proteste e le minacce. Sarebbe bello che tutti i partiti trovassero un accordo su una legge elettorale funzionale alla governabilità e alla rappresentanza delle forze in Parlamento, ma ciò accade raramente. La dura realtà della politica e della democrazia ci dice invece che una legge elettorale passa solo se i partiti che la votano la riterranno confacente agli interessi propri. E si tratta di interessi legittimi. La democrazia é la legge del più forte, della maggioranza, nel rispetto delle minoranze. Così é in democrazia. Anche perché non esiste una legge elettorale migliore di un’altra. Ogni legge elettorale vale per il paese nel quale vige e nel contesto storico-politico nel quale matura.

“‘Turismo parlamentare’ e’ un’espressione che non mi piace. La trovo sprezzante. Siamo entrati in questa istituzione con alcuni gruppi che non esistono piu’. E se non ci sono piu’, anche i deputati devono trovare la loro collocazione piu’ idonea. Non e’ sempre un esercizio di interessi. La situazione politica e’ molto fluida nel nostro paese. E io non trovo disonorevole che un parlamentare o piu’ parlamentari da un gruppo che non esiste piu’ vadano in un altro gruppo. O da un gruppo che c’e’ ancora in un altro”. Lo dice la presidente della Camera Laura Boldrini, rispondendo alle domande dei giornalisti nel corso della cerimonia del Ventaglio. “Anche perche’- aggiunge- per costituzione non abbiamo un obbligo. Non e’ sempre tutto sporco quello che avviene in questi palazzi”.

La crisi dei partiti in Italia e’ una delle cause della sfiducia dei cittadini nei confronti della politica. La partitocrazia e’ sì il tarlo che corrode la democrazia, ma non i partiti, organismi indispensabili per il corretto funzionamento di uno Stato democratico. Serve una legge che fissi le regole dei partiti e che garantisca trasparenza, partecipazione, vera democrazia al loro interno. L’alternativa al partito e’ il comitato d’affari, il partito carismatico e/o personale, la setta religiosa (M5S), il partito-azienda, le lobbies.

“Di domenica, mentre gli italiani votavano ai ballottaggi, in un consiglio dei ministri durato appena 18 minuti, i partiti si sono giocati 17 mld dei soldi dei cittadini. Cinque sono già stati regalati sull’unghia a Intesa Sanpaolo e altri 12 sono a rischio sui crediti deteriorati e i contenziosi degli istituti veneti. In pratica, hanno messo nel piatto un miliardo al minuto per chinare la testa di fronte al ricatto della prima banca italiana che si è presa solo le parti buone di Popolare di Vicenza e Veneto Banca. E ha lasciato a noi il resto”. Lo si legge in un post pubblicato sul blog di Beppe Grillo. “Risultato? I due istituti – continua il post – sono stati comunque cancellati dalla faccia della terra e circa 4mila persone perderanno il posto di lavoro. Mentre centinaia di migliaia di piccoli risparmiatori urlano la loro disperazione. Questa politica, a livello nazionale e locale, è stata complice. Così come complice è stata una vigilanza (distratta?) che per anni ha visto nella Popolare di Vicenza di Zonin un soggetto così solido da poterne aggregare altri”. “Partiti e regolatori hanno lasciato fare per anni a banchieri che hanno spolpato le aziende di credito con prestiti sciagurati (e mai tornati indietro) agli amici degli amici, con pressioni agli imprenditori onesti per l’acquisto delle loro azioni attraverso il sistema dei mutui ‘baciati’ e con informazioni spesso inquinate ai piccoli risparmiatori che si son fidati di strumenti finanziari in realtà molto pericolosi, eppure presentati come un investimento sicuro”.

Nuovi guadagni per i partiti di centro-destra in Germania dopo le vittorie in alcuni Laender delle ultime settimane mentre continuano a peggiorare i socialdemocratici: secondo l’ultimo sondaggio stern-Rtl-Wahltrend, Cdu-Csu e liberali avrebbero una maggioranza se le elezioni si svolgessero domenica prossima. Nel sondaggio settimanale, infatti, l’Unione di centro-destra guidata da Angela Merkel guadagna un punto al 39% cosi’ come i liberali che vanno al 9%. Questi ultimi diventano cosi’ la terza forza politica del Paese in grado di formare una maggioranza al Bundestag con Cdu e Csu. I socialdemocratici, invece, perdono un punto rispetto alla settimana scorsa al 25%. La sinistra die linke e’ invariata all’8% cosi’ come Verdi e AfD, entrambi al 7%. Si allarga la forbice anche nelle preferenze dei tedeschi sul politico che vorrebbero alla Cancelleria, se ci fosse un’elezione diretta, con Merkel al 51% (+1%) e il socialdemocratico Martin Schulz al 22% (-2%). In un ulteriore sondaggio condotto dall’istituto Forsa per il settimanale ‘stern’, il 55% degli interpellati si e’ detto a favore di un Governo a guida Cdu-Csu e, in particolare, con una possibile nuova Grande coalizione (25%) mentre solo il 23% vuole un’alleanza con i liberali. Due terzi degli interpellati non crede che i socialdemocratici possano diventare il primo partito alle elezioni legislative del 24 settembre, tra cui anche il 60% dei simpatizzanti e, mentre in marzo il 59% parlava di un cambiamento di scenario, ora lo fa solo il 31%.

“Come spesso accade alla fine di ogni legislatura, ci ritroviamo con uno sfarinamento dei gruppi parlamentari e la nascita di nuovi partiti politici in preparazione della imminente campagna elettorale. Una fragilita’ della politica che si riscontra anche questa volta nello sfarinamento dei partiti centristi di inizio legislatura, nella rottura dolorosa a sinistra e in un centrodestra completamente diviso su tanti temi a partire da quello cardine dell’Europa, il M5s ancorato a posizioni che hanno portato Farage e il Regno Unito alla Brexit e un Pd che, con il suo congresso, rappresenta forse l’unica grande opportunita’ di confronto e di democrazia per la politica italiana e per l’intero Paese”. Cosi’ Francesco Boccia, presidente della commissione Bilancio della Camera e sostenitore di Michele Emiliano al Congresso Pd, a Tagada’ su La7.

I capigruppo di tutte le forze politiche, con l’eccezione del M5S e del neo Mdp, hanno riposto su Avvenire, riporta l’agenzia Ansa, ai timori espressi sullo stesso quotidiano da Lorenzo Moscon, da un giovane disabile, in merito a un possibile legame tra il ddl sul fine vita e l’eutanasia. Le forze politiche, anche quelle favorevoli alle disposizioni anticipate di trattamento (Dat), si sono dette contrarie a norme apertamente eutanasiche. A rispondere alla lettera di Lorenzo sono stati i capigruppo Ettore Rosato (Pd), Renato Brunetta (FI), Pino Pisicchio (gruppo misto), Massimiliano Fedriga (Lega Nord), Lorenzo Dellai (Centro democratico), Giovanni Monchiero (Civici e Innovatori), Fabio Rampelli (FdI), Saverio Romano (Scelta Civica-Ala), Maurizio Lupi (Area Popolare), Rocco Palese (Conservatori e Riformisti), Giulio Marcon (Sinistra Italiana).

Il destino della legge elettorale e le modifiche possibili al testo: un tema spinoso, soprattutto perché molti analisti politici sostengono a ragion veduta che la legge elettorale non può essere scollegata dal referendum e dalla riforma eventuale che ne scaturirà in caso di vittoria del SI. In queste settimane si sono registrate tensioni e minacce da parte di quei partiti maggiormente interessati a modifiche specifiche del testo sulla legge elettorale. Da parte del governo é stata ribadita la massima disponibilità a operare quelle modifiche che dovessero migliorare la bozza esistente. Oggi il Premier Renzi, impegnato a sminare il campo amico da possibili ritorsioni, prova a rassicurare gli animi  “Massima disponibilita’ su Italicum, credo che dipenda piu’ dagli altri. Se tu vuoi fare le leggi insieme, bisogna che tutti siano d’accordo”.